L’elefante nella stanza è un peluche
Premessa: qui si parla di elefanti nelle stanze da intendere in senso letterale, elefanti-peluche, piazzati sui tavoli in mezzo a uffici. Come sapete, anche noi abbiamo il nostro Elefantino, che non è di peluche e non si siede sui tavoli, e l’autoreferenzialità finisce qui. Dunque: l’elefante di peluche si chiama Annabelle e vive in un cubiculo con vetrata creato nella sede di Concord, Massachusetts, dell’azienda Kayak.com (vende viaggi on line).
5 AGO 20

Premessa: qui si parla di elefanti nelle stanze da intendere in senso letterale, elefanti-peluche, piazzati sui tavoli in mezzo a uffici. Come sapete, anche noi abbiamo il nostro Elefantino, che non è di peluche e non si siede sui tavoli, e l’autoreferenzialità finisce qui. Dunque: l’elefante di peluche si chiama Annabelle e vive in un cubiculo con vetrata creato nella sede di Concord, Massachusetts, dell’azienda Kayak.com (vende viaggi on line). Secondo il racconto di quei geni di Bloomberg Businessweek, la stanza dell’elefante è quella in cui si va a litigare: il capoufficio, che si chiama Paul English, guida i cento dipendenti con un sistema chiamato di “anarchia pianificata”. Nonostante i vezzi fastidiosi, English ha i guai di tutti i capiufficio, per esempio ha il problema che la gente litiga invece che lavorare. Litiga spesso via e-mail, perde un sacco di tempo per scrivere cattiverie senza infilarci errori di grammatica, ne perde altro per raccontare al collega quello che ha scritto, e per giorni sta lì in ufficio con l’unico obiettivo di litigare (per anni, a volte per sempre). Ecco che allora English ha creato la stanza del litigio, si va lì e ci si chiarisce, mentre gli altri spettegolano fuori dal vetro cercando di leggere il labiale. Ben presto è diventata la sala delle riunioni, perché non c’è vertice che finisca in modo educato, e allora è meglio posizionarsi fin da subito là dove tutto può essere detto. E Annabelle assiste (nessuno la tocca durante i litigi, le carezze alla fine), testimone di un esperimento buonista che finirà certamente in tragedia: la trasparenza è di per sé dolorosa, in un posto di lavoro può diventare giusta causa per il licenziamento. Del capoufficio.